{"id":2858,"date":"2025-03-17T14:37:23","date_gmt":"2025-03-17T13:37:23","guid":{"rendered":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/senza-categoria\/a-changing-world-europe-adrift\/"},"modified":"2026-05-28T18:21:08","modified_gmt":"2026-05-28T16:21:08","slug":"a-changing-world-europe-adrift","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/articles\/a-changing-world-europe-adrift\/","title":{"rendered":"A changing world: Europe adrift"},"content":{"rendered":"<div class=\"gb-container gb-container-0c73f50a corpo-articolo\">\n<div class=\"gb-grid-wrapper gb-grid-wrapper-5838f36f\">\n<div class=\"gb-grid-column gb-grid-column-fbb7a6ca\"><div class=\"gb-container gb-container-fbb7a6ca\"><\/div><\/div>\n\n<div class=\"gb-grid-column gb-grid-column-56a3aa8a\"><div class=\"gb-container gb-container-56a3aa8a\">\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tratto da <a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ispi<\/a>, di Francesco Saraceno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte alle sfide poste dalle transizioni e da un contesto geopolitico che cambia alla velocit\u00e0 della luce, <strong>l\u2019Europa sembra ancora senza bussola<\/strong>. Tuttavia, gli stimoli per riflettere a una strategia di crescita e trasformazione dell\u2019economia non mancano. I <strong>rapporti <\/strong><a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/topics\/strengthening-european-competitiveness\/eu-competitiveness-looking-ahead_en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Draghi<\/a><strong> e <\/strong><a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/media\/ny3j24sm\/much-more-than-a-market-report-by-enrico-letta.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Letta<\/a> forniscono una diagnosi impietosa, il divario di crescita sempre pi\u00f9 evidente tra l\u2019Unione europea, gli Stati Uniti e la Cina, affermano che non ci si pu\u00f2 permettere di aspettare oltre e indicano alcune prospettive per ripartire ed evitare di diventare spettatori delle transizioni ecologica e digitale.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mario Draghi ed Enrico Letta concordano sulla necessit\u00e0 di far funzionare meglio i mercati dei prodotti e dei capitali europei: <strong>\u00e8 necessario rafforzare il Mercato unico<\/strong> e razionalizzare gli strati di regolamentazioni e vincoli che si sono sovrapposti in modo disordinato negli ultimi decenni, rappresentando ormai un freno alla crescita della produttivit\u00e0. Inoltre, Letta nota come ci siano margini di miglioramento importanti nel tentare di <strong>canalizzare i risparmi privati verso l\u2019investimento<\/strong>, soprattutto delle start up innovative, che da noi hanno molta pi\u00f9 difficolt\u00e0 a finanziarsi rispetto agli USA. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rilanciare l\u2019investimento<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Rapporto Draghi si spinge oltre, affermando che la transizione digitale e verde e il recupero del terreno perso in termini di produttivit\u00e0 e crescita richiederanno <strong>investimenti sostanziosi, circa 800 miliardi di euro all\u2019anno (il 5% del PIL dell\u2019UE)<\/strong>, di cui la met\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.openbookpublishers.com\/books\/10.11647\/obp.0328\/chapters\/10.11647\/obp.0328.08\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dovrebbe provenire da investimenti pubblici<\/a>. I lavori empirici pi\u00f9 recenti, infatti, indicano che gli investimenti pubblici <a href=\"https:\/\/www.openbookpublishers.com\/books\/10.11647\/obp.0280\/chapters\/10.11647\/obp.0280.07\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">stimolano l\u2019accumulazione di capitale privato<\/a>, sia perch\u00e9 aumentano la redditivit\u00e0 attesa degli investimenti privati sia perch\u00e9 contribuiscono alla stabilit\u00e0 macroeconomica. Per questo, l\u2019effetto positivo sull\u2019economia \u00e8 ancora maggiore quando l\u2019incertezza \u00e8 elevata, quindi, tipicamente, durante periodi di trasformazione strutturale come quello che viviamo oggi.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un <a href=\"https:\/\/cepr.org\/publications\/policy-insight-137-europe-back-domestic-growth\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">discorso<\/a> tenuto al CEPR Draghi ha poi aggiunto un importante elemento al quadro dipinto nel suo Rapporto, sostenendo che uno dei motivi principali per il rallentamento della crescita della produttivit\u00e0 \u00e8 una ormai <strong>cronica insufficienza di domanda<\/strong>. A partire dal 2008 l\u2019Europa si \u00e8 avvitata in una sorta di <strong>stagnazione auto-inflitta<\/strong>, in cui la compressione dei salari ha ridotto i consumi, cui si sono aggiunti la stagnazione degli investimenti delle imprese e il minore contributo alla crescita della spesa pubblica, compressa dalle politiche di austerit\u00e0. Draghi <a href=\"https:\/\/cepr.org\/system\/files\/publication-files\/224792-policy_insight_137_europe_back_to_domestic_growth.pdf#page=%5B2%5D\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ci dice<\/a> che \u201ctra il 2009 e il 2019 [\u2026] il governo degli Stati Uniti ha iniettato fondi nell\u2019economia pari a 14 volte quello che hanno fatto i Paesi dell\u2019Eurozona: 7.800 miliardi contro 560 [\u2026] L\u2019area dell\u2019euro ha sperimentato lunghi periodi in cui l\u2019economia funzionava al di sotto del potenziale e questa incapacit\u00e0 di mantenere una domanda elevata si ripercuote sulla crescita della produttivit\u00e0\u201d.  <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il mito della crescita trainata dalle esportazioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il 2010 l\u2019Europa \u00e8 cresciuta principalmente grazie alle <strong>esportazioni<\/strong>. La compressione della domanda domestica, in questa ottica, non \u00e8 stata fortuita, ma una deliberata scelta di politica economica: <strong>austerit\u00e0<\/strong> e <strong>compressione dei salari<\/strong> avevano l\u2019obiettivo di aumentare la competitivit\u00e0 di prezzo delle nostre imprese. \u00c8 ancora Draghi, sorprendentemente senza peli sulla lingua, a notare che dal 2008 la crescita dei salari reali \u00e8 stata quattro volte pi\u00f9 elevata negli Stati Uniti che da noi.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contesto geopolitico emerso negli ultimi anni mostra quanto la strategia di una crescita trainata dalle esportazioni alla lunga non potesse essere vincente, e non solo a causa della <strong>vittoria di Donald Trump<\/strong>. Come ci ricorda ad esempio l\u2019<strong><em>Inflation Reduction Act<\/em><\/strong>, sulla politica commerciale il cammino era gi\u00e0 tracciato dall\u2019amministrazione Biden. Allo stesso modo, non era difficile prevedere che la <strong>Cina<\/strong> avrebbe prima o poi smesso di essere un mercato per diventare un concorrente.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I rapporti Draghi e Letta sono complessi e certo non privi di criticit\u00e0, ad esempio la scarsa attenzione alla coesione sociale, evidenziata con efficacia dal <a href=\"https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/PIANO-DRAGHI-A-RAGGI-X_DEF.x74102.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Forum Disuguaglianze e Diversit\u00e0<\/a>, e alla spesa per la ricerca e sviluppo; o ancora l\u2019<a href=\"https:\/\/valori.it\/mario-pianta-piano-draghi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">enfasi sulle spese per la difesa<\/a> senza per\u00f2 chiarire come queste possano essere aumentate senza sacrificare altri obiettivi di lungo termine. Tuttavia, la direzione che indicano, ovvero <strong>semplificazione, investimenti e rilancio della domanda<\/strong>, \u00e8 ampiamente condivisibile. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come spesso succede in Europa, i rapporti sembravano inizialmente avviati a una dignitosa irrilevanza, discussi per qualche mese e poi messi da parte. L\u2019avvio con i fuochi d\u2019artificio della seconda presidenza Trump ha invece rimescolato le carte e rimesso al centro del dibattito la necessit\u00e0 di ripensare il ruolo della politica di bilancio e dell\u2019investimento pubblico, a partire dalla necessit\u00e0 di <strong>rivitalizzare le politiche di difesa del Vecchio continente<\/strong>. Un ripensamento che si impone dopo la sequenza di crisi che ha scosso le economie mondiale ed europea, a partire dal 2008 che ha smentito la fiducia nella capacit\u00e0 dei mercati di convergere verso un equilibrio naturale, che caratterizzava il consenso in macroeconomia prima della crisi finanziaria globale. Proprio per questo lascia interdetti, sia detto incidentalmente, vedere come <strong>gli europei sembrino annaspare, senza un piano B<\/strong>, di fronte all\u2019accelerazione impressa da Trump e alla crescente potenza cinese.   <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una politica industriale multidimensionale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le politiche di bilancio ha sicuramente un posto di rilievo la <strong>politica industriale<\/strong>, che contribuisce a plasmare l\u2019economia a lungo termine. Lo \u201c<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858113332\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Stato innovatore<\/a>\u201d di Mariana Mazzucato possiede caratteristiche che le imprese private non hanno. In primo luogo, non massimizza il profitto, ma il benessere sociale; poi, ha un orizzonte temporale indefinito (lo Stato non \u201cmuore\u201d) e quindi pu\u00f2 aspettare a lungo prima di raccogliere i frutti degli investimenti, oltre ad avere capacit\u00e0 di indebitamento che gli operatori privati non hanno. Grazie a queste caratteristiche lo Stato imprenditore pu\u00f2 esplorare possibilit\u00e0 produttive che, indipendentemente dai fallimenti di mercato, i privati non necessariamente esplorerebbero, mettendo in atto politiche pubbliche che possono incentivare gli investimenti privati sia tangibili che intangibili.   <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo nuovo quadro la politica industriale non pu\u00f2 essere ridotta semplicemente a \u201clivellare il terreno di gioco\u201d riducendo il potere di mercato (la dottrina che ha prevalso all\u2019interno della Commissione europea in passato); n\u00e9 a favorire la creazione di <a href=\"https:\/\/www.bmwk.de\/Redaktion\/DE\/Downloads\/F\/franco-german-manifesto-for-a-european-industrial-policy.pdf?__blob=publicationFile&amp;v=2\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">grandi conglomerati oligopolistici<\/a> per competere sui mercati internazionali; o, ancora, a operare esclusivamente tramite la regolamentazione. Gli autori dei capitoli del <a href=\"https:\/\/www.openbookpublishers.com\/books\/10.11647\/obp.0434\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">recente rapporto sull\u2019investimento per la trasformazione industriale<\/a>, coordinato da me e Floriana Cerniglia, sottolineano come la politica industriale al servizio della produttivit\u00e0 debba puntare a rimuovere i colli di bottiglia che ostacolano lo sviluppo dei settori strategici (per motivi economici o geopolitici), facendo ricorso a una molteplicit\u00e0 di obiettivi: investimenti pubblici, sussidi, regolamentazione, ma anche misure meno ortodosse, come commesse che garantiscano un flusso di domanda costante a settori nascenti, il protezionismo mirato, la tassazione o addirittura la politica monetaria. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Next GenerationEU: un episodio isolato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Next Generation EU<\/em><\/strong>, il pi\u00f9 innovativo strumento introdotto dall\u2019UE negli scorsi decenni, sembrava finalmente aver fatto breccia nell\u2019ostinato rifiuto dei <em>policy makers<\/em> europei di immaginare strumenti comuni per affrontare le crisi e gestire le trasformazioni strutturali. Come indicato dalla letteratura sulle aree valutarie ottimali, diventa sempre pi\u00f9 imprescindibile affiancare alla gestione comune della moneta una <a href=\"https:\/\/www.openbookpublishers.com\/books\/10.11647\/obp.0386\/chapters\/10.11647\/obp.0386.11\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">capacit\u00e0 di bilancio centrale<\/a> per finanziare i progetti di investimento transnazionali e i beni pubblici europei pi\u00f9 efficacemente e a costi minori (si pensi alla difesa). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo, per\u00f2, la spinta propulsiva della reazione comune alla pandemia si \u00e8 esaurita in fretta. Le iniziative recenti della Commissione europea confermano che a <strong>livello comunitario sar\u00e0 difficile trovare le risorse necessarie<\/strong> per dare corpo alle ambizioni delineate dai rapporti Letta e Draghi. Il <a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/document\/download\/10017eb1-4722-4333-add2-e0ed18105a34_en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Competitiveness Compass<\/em><\/a>, pubblicato dalla Commissione a fine gennaio, \u00e8 una dettagliatissima lista della spesa, di iniziative spesso lodevoli; tuttavia, <strong>sul cruciale tema delle risorse, non viene detto nulla<\/strong> (alcuni lo hanno definito <strong>\u201cun Rapporto Draghi senza risorse\u201d<\/strong>). Ancora pi\u00f9 deludente \u00e8 il <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_25_550\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Clean Industrial Deal<\/em><\/a>, presentato nei giorni scorsi, che si propone di investire 100 miliardi di euro a breve termine per sostenere la decarbonizzazione dell\u2019industria europea. Purtroppo, entrando nei dettagli si scopre intanto che <strong>il \u201cbreve termine\u201d sono dieci anni<\/strong>, rendendo i 100 miliardi una goccia nel mare se rapportati alle somme che investono Cina e Stati Uniti. Inoltre, e ancora pi\u00f9 preoccupante, questi fondi sono in realt\u00e0 uno dei giochi delle tre carte cui ci ha abituato la Commissione in passato (<strong>NGEU rappresenta una straordinaria, ma purtroppo isolata, eccezione<\/strong>). La nuova \u201cBanca per la decarbonizzazione industriale\u201d sar\u00e0 finanziata dirottando risorse da altri veicoli (come il Fondo per l\u2019innovazione), contando su contributi volontari (sic!) degli Stati membri, futuri introiti del mercato carbonio e via di seguito.      <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La verit\u00e0 \u00e8 che la Commissione oggi non pu\u00f2 impegnarsi su significativi programmi di investimento comuni, per i quali <strong>non ha il sostegno di molti dei Paesi membri<\/strong>,<strong> tra cui la Germania<\/strong>, in cui il candidato cancelliere Merz ha chiaramente affermato che le priorit\u00e0 restano il debito pubblico e ridurre i costi per tornare competitivi; come se l\u2019invasione delle vetture elettriche cinesi potesse essere fermata con la moderazione salariale\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019onere di investire sulle transizioni rimarr\u00e0 quindi sulle spalle degli Stati<\/strong>. In un recente <a href=\"https:\/\/ispionline.it\/it\/pubblicazione\/debito-investimenti-quali-priorita-per-lue-184120\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ISPI commentary<\/a> avevo notato come la regola partorita dalla recente riforma del <strong>Patto di stabilit\u00e0<\/strong> di fatto continui a legare le mani alle politiche industriali dei Paesi europei. Sostenevo quindi come, nonostante sembrasse irrealistico immaginare la riapertura di un cantiere appena chiuso, <strong>\u201criformare la riforma\u201d<\/strong> fosse l\u2019unica strada percorribile per non rassegnarsi alla lenta agonia evocata dal Rapporto Draghi. L\u2019idea rimane improbabile; ma nei giorni scorsi il Financial Times <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/1ee43b51-9d3a-47d2-adf6-3315c38e1c38?shareType=nongift\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">riferiva di una conversazione con Emmanuel Macron<\/a>, secondo il quale per affrontare le sfide di oggi \u201cl\u2019Europa deve liberarsi dai limiti sul deficit previsti dal Patto di stabilit\u00e0\u201d, definendo la regola \u201cobsoleta\u201d e il quadro finanziario e monetario in cui viviamo \u201csuperato\u201d.   <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, <strong>sembra farsi strada l\u2019idea che l\u2019Europa non possa scuotersi dal suo torpore se non si decide a riformare in profondit\u00e0 le sue istituzioni.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Speriamo che a Berlino qualcuno presti attenzione.<\/p>\n\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Europa sembra annaspare nella tempesta geopolitica attuale. La seconda Commissione von der Leyen riparte dai rapporti Draghi e Letta. Ma, senza nuove risorse e riforme audaci, anche delle Istituzioni UE, il rischio \u00e8 restare spettatori di un cambiamento epocale.   <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2857,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[48],"tags":[52],"class_list":["post-2858","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articles","tag-geopolitics"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2858"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2859,"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2858\/revisions\/2859"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2857"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadernicontinentali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}